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Dopo tanto vagare la Mila ha finalmente trovato una casa!

mercoledì 13 aprile 2011

la raccolta differenziata



E' l'alba di un nuovo giorno.Un giorno duro per chi vive nel primo municipio.


Anche oggi si riaffaccia l'incubo della raccolta differenziata.


La massima teorizzazione del libero arbitrio dopo Erasmo da Rotterdam. Sei tu che devi prendere il tuo sacchetto in un preciso giorno e portarlo al punto raccolta mobile entro un orario altrettanto preciso. L'unica cosa che non prevede alcun ritardo a sud di Forlimpopoli.


Un tempo il mio primo pensiero mattutino era l'angoscia di essere gettata in un mondo materiale indifferente,adesso è: che materiale gettare nella differenziata ? E non con meno angoscia.


A cosa tocca oggi? Vetroplasticametallo o cartacartoneecartoncino o forse,la peggiore delle ipotesi:nulla.Panico.


Se salti un giro sei finito.Peggio del Monopoli quando finisci in prigione.


Soprattutto la carta.La carta è il mercoledì se la salti poi c'è il sabato e ti tocca uscire entro le dieci e mezza per buttarla e magari, proprio quel giorno, tuo figlio ha deciso di dormire un di più. Tu devi svegliarlo ,fornendogli materiale,assolutamente non riciclabile,per la sua psicanalisi tra dieci anni.


Nella maggior parte dei casi arrivi quando loro, hanno cambiato la postazione del punto raccolta e allora inizi a vagare come lo spettro di Beatrice Cenci in ceca di qualcuno vestito color Ama.


Lo trovi e scopri che e' il giorno sbagliato che oggi si raccoglie un altro materiale e soprattutto che non puoi lasciarlo da nessuna parte pena la flagellazione e l'estinzione immediata dell'orso Marsicano . Ti ritrovi sotto gli occhi di un quartiere che ti deride per esorcizare la sua paura di fare il tuo stesso errore.Capita sempre poi che incontri lui.E'francese,loro la differenziata e il riciclo c'è l'hanno nel sangue, come il Camabert.Non sbaglia mai,porta la busta sulla spalla e arriva nel momento in cui sa che il camioncino della raccolta è in quel preciso posto. I suoi barattoli sono puliti, i vasetti dello yogurt sono lindi e pinti le bottiglie di vino non hanno neanche le etichette.


Per renderlo inoffensivo penso che tanto con quel barattolo di passata ci ha cucinato pasta scotta e che forse faccio in tempo a tornare in dietro e a prendere la pericolosissima busta con i barattoli affilati che ti tagliano il polpaccio.Corro come in quel film di cui tutti ci ricordiamo i capelli dell'attrice e non perchè correva e arrivo a casa. Salgo tre piani e faccio lo scambio dei sacchetti,riscendo e ricomincio a cercarli. All'orizzonte vedo un camioncino allontanarsi.Come una novella Magnani inizio a urlare Francesco,realizzando uno dei sogni della mia vita anche se in tutt'altro contesto,nella speranza che uno di loro si chiami così e mi senta.Ma nulla,vanno via lasciandosi alle spalle la mia desolazione e un quasi principio di infarto.


Una signora mi dice che a Prati ci sono ancora i cassonetti e io senza neanche verificare la veridicità della fonte mi dirigo sull'autobus a cercare un paradiso dove concedere l'esterno riposo all'anima delle scatolette di sardine decedute una settimana fa.


Arrivo a Prati e trovo il cassonetto. Finalmente riesco a liberarmi delle mie Erinni. Seduto a un bar che legge un libro c'è lui,il francesino dalla differenziata facile. Gli sorrido, ma nulla.Lui non ha idea di chi io sia.Evidentemente non rientro nel suo immaginario mattutino perchè poco sensibile alle tematiche ambientali,deve aver saputo dai dirigenti dell'Ama, che gli stanno consegnando una medaglia al valore in seta di Hermes, che oggi ho sbagliato giorno.


E' mezzogiorno meno dieci e ho soltanto buttato la spazzatura.


Una mattina il mio sacco sarà pesantissimo e saranno rifiuti organici,francesi.


E non sarà Camabert.


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